Ignazio, il cane che credeva di essere superiore agli altri – racconto

Ignazio, il cane che credeva di essere superiore agli altri.
di Nicolai Lilin
Il cortile della casa di campagna nella quale abitava il padrone di Ignazio era sporco e pieno di vecchia roba inutile, come molti cortili dei contadini che passano le loro giornate spaccandosi la schiena tra mille lavori diversi e il sabato e la domenica partono per il mercato, sperando di vendere qualche prodotto delle loro fatiche per mettere nel salvadanaio un po’ di nichelini. La cuccia di Ignazio era bella e spaziosa, però il tetto non reggeva sotto la pioggia e nelle giornate autunnali e in inverno, il cane, ormai vecchio, preferiva dormire nel pollaio in mezzo alle galline. Quelle stupide e superficiali creature gli davano fastidio, non coltivavano nessun desiderio, non avevano nessun obiettivo personale, erano vuote come le zucche secche, passavano le giornate a chiacchierare dei soliti argomenti, si abbandonavano indegnamente a brevi momenti di peccati carnali con il vecchio gallo e sfornavano le uova con una tale leggerezza e noncuranza, come se non si trattasse dei loro figli, ma di prodotti della liberazione naturale del corpo.
Il racconto completo è uscito sulla rivista Il Male, # 6, venerdì 11 novembre 2011







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